Andiamo a teatro.

Black Knight Sword

a cura di Francesco Stella

Che Suda51 fosse uno dei più visionari developer della scena, lo sapevamo dai tempi dell'ottimo di Killer7, un gioco particolare, che grazie al suo stile grafico, il suo gameplay su "binari" e la sua trama particolare, fece innamorare molti videogiocatori. Ovviamente, anche gli altri giochi di Grasshopper Manufacture sono ottimi, eppure nessuno tra loro è riuscito a riproporre quell'ottima alchimia di elementi e quella magica violenza che pervadeva il suddetto titolo. Riuscirà Black Knight Sword a restituire qualcosa di simile?

Black Knight Sword è, come detto, l'ultima creazione dei Grasshopper Manufacture, ma si discosta molto dai titoli sviluppati in precedenza da questa software house. La passione di Goichi Suda per le vecchie glorie del passato già si poteva ammirare nei divertenti minigiochi di No More Heroes 2, ma con questo titolo, di certo più massiccio di quei minigames, questo folle e visionario sviluppatore rispolvera meccaniche tratte dai platform alla ghost 'n goblins che imperversavano nelle sale giochi diverso tempo fa.

La trama ci mette nei panni di un lento uomo che, una volta impugnata la spada, si trasforma in un cavaliere nero(da cui il titolo del gioco) grazie allo spirito dalle sembianze di una bambina che abita nella spada, l'Elleboro Nero - come il fiore mortale che, secondo gli antichi, guariva dalla follia.
E indovinate quale sarà il nostro obiettivo? Ma è ovvio, andare in cerca di una principessa... peccato che lo scopo non sarà quello di salvarla, bensì ucciderla.

La cosa che più stupisce del prodotto non è tuttavia la sua insolita premessa, ma la sua splendida direzione artistica visto che tutto il gioco si svolge come se stessimo assistendo ad uno spettacolo teatrale fatto di cartapesta. La grafica è onirica e disturbante, tanto che i fondali, i nemici e il protagonista stesso trasmettono una strana inquietudine, paragonabile a quella di alcuni personaggi creati dalle mani di Tim Burton.

Il level design è inoltre impeccabile, pieno di trovate geniali e tutto questo si traduce in un'atmosfera che saprà catturarvi anima e corpo, stimolandovi per tutto l'arco dell'esperienza; divorerete questo gioco livello per livello, stupendovi costantemente per il level design e per gli onirici scenari sullo sfondo, ricchi di citazioni del mondo teatrale e strapieni di easter eggs.

Il gameplay, come già accennato, è di natura action-platform e ricalca quella di quei titoli che eravamo abituati a vedere 20 anni fa; prendete come base ghost and goblins e conditelo con il primo castlevania (non gli altri influenzati pesantemente da metroid) ed avrete un'idea abbastanza chiara di ciò che vi aspetta in questo gioco.

I richiami al passato non si fermano tuttavia alle sole meccaniche di gioco, ma riguardano anche il concept stesso. Questo gioco, infatti, non è tutto rose e fiori: il bilanciamento della difficoltà non brilla per equilibrio - il titolo è difficilissimo in alcuni livelli mentre, in altri, abbastanza facile.

C'è da dire inoltre che il nostro cavaliere non dispone di moltissimi potenziamenti e che quelli presenti sono tutti abbastanza classici - come l'aumento della vita, o un attacco in più dell'Elleboro Nero... insomma , power up classici, che non stravolgono la struttura dei giochi da cui il titolo in questione trae ispirazione per le sue meccaniche di base. Un altro neo di questo gioco è la totale mancanza di enigmi, caratteristica che avrebbe reso l'esperienza, oltre che un po' più duratura, anche un pochino più varia.

L'audio, ahinoi  è senza infamia e senza lode: il doppiaggio, in italiano, nell'intento di regalare un tono teatrale all'avventura, risulta stucchevole e a volte la pronuncia di alcune parole è addirittura sbagliata - capita di sentire delle doppie dove di doppie non ce ne sono, accenti aperti quando dovrebbero essere chiusi... piccole imprecisioni, che però stonano.

La longevità inoltre, è molto esigua. La modalità principale è composta da solo 6 scenari, e sebbene una volta completati sia possibile rivolgere la propria attenzione alla modalità arcade - con tanto di classifiche online e livelli più corti, dove il level design raggiunge lo stato dell'arte pura - ci sono poche possibilità che vi sentiate stimolati al punto da completarlo  più volte... sempre che non siate fanatici degli score.

Conclusioni

Insomma, Black Knight Sword è uno di quei giochi che o si ama o si odia. Se siete degli appasionati di retro gaming e avete passato la vostra infanzia in nebbiose sale giochi, potrete adorarlo e apprezzarlo per ciò che è realmente, ovvero un ottimo titolo degno di quei prodotti a cui si ispira, ma se questo non fosse il vostro caso, potreste non riuscire a scendere a compromessi con una bassa longevità ed una scarsa varietà di fondo. 

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