Il Re è morto. Lunga vita al Re.

Halo 4

a cura di Davide Persiani

Il franchise di Halo rappresenta ormai da oltre un decennio un vero e proprio punto di riferimento per qualsiasi appassionato di sparatutto, ciononostante devo ammettere di non aver mai nutrito una particolare predilezione verso il brand. Bungie ha di certo svolto un lavoro encomiabile in passato, proponendoci, anno dopo anno, prodotti qualitativamente straordinari ma ho sempre avuto la sensazione che mancasse qualcosa... che la serie non avesse un'anima.

Parlo volutamente al passato, perché avvicinandomi al giorno in cui avrei dovuto scrivere la recensione di Halo 4, ero convinto che il titolo in questione avrebbe confermato le mie solite sensazioni... ma le cose non sono andate esattamente come prevedevo.

I ragazzi di 343 Industries, illustri sconosciuti per il grande pubblico, hanno infatti superato le mie più rosee aspettative, riuscendo non solo a proporre un sequel all'altezza dei suoi predecessori sotto il profilo del game design, ma regalando a questo affascinante universo quell'anima di cui troppo spesso si è sentita la mancanza.

Sin dai primissimi minuti di gioco, quando ho preso il controllo del caro vecchio Master Chief, non ho infatti potuto fare a meno di constatare quanto tutto appaia più fresco, emozionante e coinvolgente rispetto al passato... e la cosa buffa è che, almeno sotto il profilo del gameplay e della progressione generale, non c'è stata alcuna rivoluzione. Anzi, strutturalmente Halo 4 ricalca, in maniera quasi identica, i precedenti capitoli della serie. 

La progressione si fonda infatti, ancora una volta, su semplici spostamenti "dal punto A al punto B", caratterizzati da immancabili sparatorie all'ultimo sangue, ma sorprendentemente tutto appare più reale... più vitale.

In questo senso il comparto tecnico, davvero spettacolare sia in termini di ambientazioni che di filmati - quelli in CG vi spaccheranno la mascella - e il nuovo stile narrativo, più suggestivo e ricco rispetto al passato, giocano ovviamente un ruolo di primaria importanza, accrescendo il coinvolgimento in maniera a dir poco esponenziale.

Halo 4 non racconta solo l'ennesima lotta intergalattica in cui l'umanità si trova a fronteggiare una potentissima minaccia aliena... è una storia di introspezione psicologica, capace di dare finalmente profondità emotiva al suo storico protagonista e alla sua inseparabile compagna Cortana... una storia di dubbi, conflitti interiori e riflessioni sul senso della vita, in cui non si può fare a meno di interrogarsi sul futuro della nostra civiltà e sui sacrifici che potremmo essere costretti a fare per conquistarci un futuro... una storia di lotta, abnegazione e sacrificio, in grado di regalare al brand quella profondità narrativa che molti, almeno fino ad oggi, ritenevano solo una chimera.

Halo è cambiato, e in meglio, trasformandosi in qualcosa di più di un semplice sparatutto in soggettiva. Ciò che abbiamo di fronte agli occhi è un'epica avventura fatta, sì, di tanta azione, ma che non lesina spunti di riflessione e stimoli lungo tutto il corso della sua campagna - la cui durata si attesta sempre intorno alle 10-15 ore a difficoltà standard.

I nuovi sviluppatori non si sono tuttavia limitati ad accrescere il potenziale narrativo dell'esperienza ma hanno operato anche numerosi piccoli aggiustamenti che visti nel loro insieme, rendono questo quarto capitolo il migliore della serie a cui appartiene.

Una delle cose più ho apprezzato è  stata la penuria di munizioni: scordatevi di avere il caricatore sempre pieno come un uovo, perché in Halo 4 sarete costretti a centellinare l'uso dei proiettili, o potreste ritrovarvi a secco nei momenti più caldi dell'avventura. A seguire stupiscono poi le nuove armi, tutte di pregevole fattura e ben inserite nel contesto bellico-tecnologico della serie e le nuove abilità speciali, come lo scudo, l'ologramma e la torretta, davvero utilissime... e questo senza dimenticare i nuovi nemici, i Promethean, migliori rispetto ai soliti Covenant sia sotto il profilo stilistico che in termini di intelligenza artificiale.

Il vero cuore dell'esperienza, come ormai impone la tradizione, è però il multiplayer dove 343 Industries ha fatto davvero grandi cose. In aggiunta alla solita, straordinaria offerta di modalità competitive, Halo 4 offre infatti diverse novità che manderanno in visibilio tutti i fan della serie.

La novità più significativa è senz'altro il nuovo sistema di progressione, provvisto di elementi sbloccabili, come armi, potenziamenti, perk e modifiche estetiche. Il concetto di "impegno=ricompense" ha finalmente un valore concreto e sebbene questo possa rivelarsi un handicap per tutti coloro che non fossero disposti a dedicare tempo e impegno al multiplayer, chiunque vivesse di "pane e Halo", andrà incontro ad un'esperienza ricca di stimoli e soddisfazioni.

A questo si aggiungono poi la possibilità di creare delle mappe personalizzate attraverso la Fucina e, last but not least, come si suol dire, la possibilità di dedicarsi alle Spartan Ops, raccolta di missioni aggiuntive di natura cooperativa, giocabili sia in singleplayer che in co-op. Al momento è disponibile solo il primo episodio, suddiviso in 5 capitoli, ma nei prossimi mesi ne verranno aggiunti degli altri al fine di accrescere la durata complessiva di questa modalità. Non male no?

Conclusioni

In definitiva Halo 4 può essere considerato il miglior FPS disponibile su Xbox 360 e, almeno secondo chi vi scrive, il miglior capitolo della serie. Pur non essendosi presi chissà quali rischi, i ragazzi di 343 Industries hanno svolto un lavoro eccezionale, proponendo un prodotto completo sotto ogni punto di vista, che pur non tradendo le origini della serie, riesce ad elevarsi al di sopra dei suoi predecessori sia in quanto a narrazione che in termini di puro gameplay. Il "dopo-Bungie" non sarebbe davvero potuto essere migliore di così. 

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