Rocketbirds: Hardboiled Chicken

a cura di Marco Trani

Molti giochi generano hype, e si comprano. Altri incontrano i nostri gusti, e si comprano. Certi fanno nicchia, e si comprano. Ma alcuni... alcuni ci attraggono e basta. In loro si intuisce la scintilla del capolavoro e, com’è avvenuto per Rocketbirds: Hardboiled Chicken, è amore a primo trailer.

Side scrolling in 2D poco platform, molto shooter e sufficientemente puzzle game, è il fratello gemello “hardboiled” di Rocketbirds: Revolution (anno del Signore 2010) finalista all’Indipendent Games Festival di quella stagione e prodotto dai semi sconosciuti Ratloop Asia. Dopo il debutto in flash sulla rete il gioco cresce, si arricchisce di jetpacks, campagna co-op, 3D stereoscopico, nuove armi, capitoli, intermezzi, trofei, effetti visivi, sfondi, un gameplay più fluido, una colonna sonora che spacca e approda sul Playstation Store. Boato!

La storia è semplice: Putzky, tiranno simil-comunista a capo di un esercito di pinguini vietcong-nazisti, regna su Albatropolis. Hardboiled, “the real cock of war” - non ridete vi prego - inizia la sua missione farcita di vendetta per fermarlo. Punto. Che cosa si può volere di più? Nulla, dal momento che tecnicamente il titolo è ineccepibile e per fortuna gli anni ’80 ogni tanto ritornano.

Il gameplay è solido e perfettamente equilibrato tra shooting e risoluzione dei puzzle ambientali - caratterizzati tra l’altro dall’intramontabile “trova la chiave/apri la porta” - mai noioso né frustrante. Il “cocktail” - per restare in tema - risulta divertente, sufficientemente impegnativo ma solo apparentemente strategico. Dico “apparentemente” perché, anche quando si ricorre a gadget come i Brain Bug di Oddworldiana memoria per controllare la mente dei nemici, lo si fa principalmente in funzione della struttura del livello, che impone un precisa scelta per sbloccare una determinata situazione. 

Forse proprio per questo motivo la sensazione è di totale solidità, dove ogni elemento della struttura di gioco si integra perfettamente con l’azione. Inoltre, provvisto di una modalità co-op che ricalca sostanzialmente la stessa struttura della campagna single player, sebbene con protagonisti differenti e una storia parallela, farà felice i fan del “more of the same” nell’immediato post-finale.

Diversa è la questione relativa alla componente platform che sì, esiste, ma molto limitata e in stretta dipendenza con l’aspetto puzzle. Meno Mario e più Abe per intenderci. Hardboiled salta sempre alla stessa distanza, non spara mentre si muove - qualcuno ha detto Resident Evil? - e le opzioni di movimento si riducono a saltare, correre, rotolare e sparare: non necessariamente in questo ordine.

Altro punto di forza del titolo è la colonna sonora dei New World Revolution - autodefiniti “science fiction rock band”, ditemi cosa vuol dire - che fa da sfondo a tutta l’avventura e rende letteralmente epici i video di intermezzo tra un capitolo e l’altro, video che formano la struttura narrativa del gioco.

Capitolo Playstation Vita. Il gioco è disponibile sul Playstation Store per entrambe le piattaforme, ma sulla portatile Sony realizza il suo pieno potenziale: e non parlo degli orpelli pensati esclusivamente per questa versione (vedi regolare la traiettoria di lancio delle granate via touchpad posteriore: scomodità unica). Si è detto più volte che la PS Vita manca di titoli, in generale, ma nello specifico di giochi che siano votati alla portabilità. La struttura di Rocketbirds si sposa bene con questa filosofia: è diviso in mini aree, ha infiniti checkpoint, un gameplay accattivante ma estremamente semplice e, ovviamente, una trama così essenziale da renderlo perfetto per lo “stand-by-tecnico-causa-spostamenti-metropolitani”.

Conclusioni

Rocketbirds: Hardboiled Chicken è il classico gioco indie che non ti aspetti ma che si rivela, a conti fatti e in relazione al suo essere, appunto, indie, un gioco meraviglioso. Divertente, pieno di humor nero e gore piccionesco: a conti fatti la testimonianza perfetta di un certo tipo di azione vintage in stile “muscoli, sudore e bandana” che strizza l’occhio - non esageriamo - al dramma della guerra. Il costo di lancio - 7,99 euro n.d.r. - si può ritenere abbastanza competitivo... per i prezzi del Playstation Store.

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